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Bonifiche Ferraresi punta sulle rinnovabili

Bonifiche Ferraresi punta sulle rinnovabili

Sui terreni emiliani di insedierà la francese Edf. Attesi ricavi sette volte più alti dell'agricoltura

18/ago/2011 Energia Giulia Gaio

La S.p.A. Bonifiche Ferraresi, azienda agricola controllata per il 62,3% da Bankitalia, si sta aprendo alle energie rinnovabili e, soprattutto al fotovoltaico. Il motivo è che il ritorno economico previsto è largamente superiore rispetto a quello realizzabile attraverso una qualunque coltivazione erbacea.

Non che l'agricoltura non paghi: nel primo semestre i circa 5.400 ettari (oltre 4 mila a Jolanda di Savoia in provincia di Ferrara e 1.300 in provincia di Arezzo) coltivati a mais, riso, soia, barbabietola, zucchero, pesche, pere, mele e pioppi per energia hanno prodotto ricavi per 8,3 milioni e utili per 2,18 milioni di euro, molto maggiori rispetto al 2010.

Ma per bilanciare le fonti di ricavo e gli eventuali tagli degli aiuti Ue all'agricoltura la società presieduta da Vincenzo Pontolillo punta sulle rinnovabili. E a investire sui terreni è la società francese Edf. Sono stati allacciati alla rete elettrica 1.500 metri quadrati di capannoni in provincia di Arezzo con pannelli fotovoltaici, per produrre e vendere energia all'Enel. L'investimento è di 700 mila euro, con un ritorno previsto in sette anni.

Ma la parte più cospicua riguarda i terreni ferraresi. Si attende, infatti, l'autorizzazione per un'enorme parco fotovoltaico da 64 megawatt a Jolanda di Savoia, progettato dai francesi su 190 ettari ceduti come diritto di superficie da Bonifiche per 25 anni. Secondo Edf, il reddito sarà 6-7 volte superiore ai 600-700 euro di un ettaro coltivato, per lo più senza costi. All'incirca l'impianto potrebbe rendere a Bonifiche poco meno di un milione l'anno per 25 anni, al termine dei quali i terreni torneranno coltivabili. Il pallino è quindi in mano alla società francese, che ha già dovuto accantonare un progetto analogo sui terreni di Arezzo per problemi di impatto ambientale.