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Ferrara, modello di teleriscaldamento verde

Ferrara, modello di teleriscaldamento verde

Con i nuovi pozzi geotermici il 40% delle case sarà teleriscaldato e si ridurranno le emissioni

06/ott/2011 Energia Giulia Gaio

Grazie al progetto Polo energie rinnovabili predisposto da Hera, Ferrara si avvia a diventare un modello importante a livello mondiale di teleriscaldamento eco-compatibile. Lo stato di avanzamento del progetto, presentato il 29 settembre nell'ambito di GeoThermExpo, dovrà essere sottoposto nei prossimi mesi all'iter autorizzativo, che comprende anche lo studio d'impatto ambientale.

La città di Ferrara è già nota in Europa per l'utilizzo di un sistema energetico integrato all'avanguardia, ma grazie allo sfruttamento delle risorse geotermiche ricavate dal sottosuolo ferrarese, si configura ulteriormente come un esempio avanzato di progetto compatibile con l'ambiente.

IL SISTEMA. Il Polo svilupperà la rete di teleriscaldamento nella zona est di Ferrara: dagli attuali 22 mila appartemanti equivalenti serviti, si passerà a 37.500, ovvero circa il 40% degli alloggi della città emiliana.

Cuore del progetto saranno i due nuovi pozzi di prelievo geotermici (più uno di reimmissione), che potranno sviluppare una potenza di 14 megawatt termici (MWt). L’acqua calda dei pozzi potrà alimentare un’unità a ciclo Rankine organico in grado di produrre energia elettrica, con una potenza netta di 250 kWe, durante i mesi in cui il sistema di teleriscaldamento non sarà attivo.

Oltre alla geotermia la nuova rete sfrutterà anche, primo esempio in Italia, il solare termico per una potenza di circa 1 MWt. Il nuovo sistema sarà integrato da una centrale termica a metano con funzioni di integrazione e riserva per 14 MWt.

MIX ENERGETICO. Con il nuovo Polo, il mix energetico per il riscaldamento di Ferrara per il 56,4% proverrà dalla geotermia, il 34,3% dal termovalorizzatore, lo 0,3% dal solare termico e il 9% dal metano.

Complessivamente l’energia prodotta dalle fonti del nuovo sistema di teleriscaldamento sarà di 289 GWht, di cui il 91% da fonte rinnovabile e di recupero.

In termini di emissioni, l'entrata a regime del nuovo Polo significherà risparmiare ogni anno 87 tonnellate di ossidi di azoto, 61,7 tonnellate di anidride solforosa e 72 mila tonnellate di anidride carbonica, pari a 29 mila tonnellate di petrolio equivalenti, a loro volta equivalenti alla potenza di 109 mila pannelli fotovoltaici da 1 KW ciascuno o alla capacità di assorbimento di 4 milioni di alberi.