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Governo blocca il nucleare

il Governo blocca il nucleare

sette miliardi all'anno per il fotovoltaico

20/apr/2011 Energia Maurizio Benini

Bye Bye nucleare... La moratoria di un anno, decisa dopo Fukushima è stata sostituita da un abrogazione definitiva delle norme per la realizzazione di nuovi impianti, cancellando "d'ufficio" il referendum del 12-13 giugno. Speriamo non si tratti solo di strategia politica ma vi sia una reale maturazione di responsabilità. Le parole pronunciate sono buone, anticipate da Tremonti che nelle scorse settimane ha introdotto il concetto di "debito atomico" facendo riflettere sui reali costi dell'atomo e sulle implicazioni a lungo termine, ma all'europarlamento è andato oltre, ipotizzando il ricorso agli eurobond (fondi garantiti dalla UE) per finanziare la ricerca di energie alternative. 

Poi è arrivato l'emendamento che verrà votato oggi dal senato che recita testualmente "Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante l'apporto dell'agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianto di produzione di energia elettrica nucleare".  Sancendo di fatto la fine della politica energetica di questo Governo. Ora è tutto da rifare e speriamo che ci sia la reale volontà e non un bel gioco di carte per prendere tempo.
Ora la politica Energetica viene affidata al Consiglio dei Ministri che dovrà stabilire una nuova strategia energetica nazionale, dichiara il Ministro per l'Energia Paolo Romani "ora è importante andare avanti guardando il futuro, impiegando le migliori tecnologie disponibili per la produzione di energia pulita". Indicando che è già pronta una bozza di incentivi al fotovoltaico, per portarlo al 25% del fabbisogno entro il 2016, con stanziamenti da sette miliardi all'anno e un obbiettivo di 23 mila megawatt. Speriamo che queste belle dichiarazioni si trasformino in fatti concreti, anche perchè leggendo tra le righe non si percepisce un blocco definitivo ma "a tempo" al solo fine di bloccare un referendum molto rischioso, l'ultima rilevazione ipsos da il 78% degli Italiani contrari alla costuzione di centrali nucleari. Quindi il governo ha bisogno di tempo per far "raffreddare" il nocciolo della questione, per poi ripartire con la solita compagna di convincimento, dove ci sentiremo dire in riferimento al testo abrogativo che le ulteriori evidenze scentifiche hanno dimostrato che va tutto bene, che tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni europee non ci sono più pericoli. Ma "raffreddare il nocciolo" non è così semplice.