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Grow the planet, diventare contadini 2.0

Grow the planet, diventare contadini 2.0

Un social network, creato da una start up tutta italiana, che insegna a coltivare piante e relazioni

18/set/2011 Ambiente Giulia Gaio

Un social network dalle finalità educative, che punta a introdurre i suoi utenti nel mondo della coltivazione reale, per diffondere la cultura di un’alimentazione più sana e naturale. Un modo, insomma, per diventare dei contadini 2.0. Si chiama Grow the planet ed è il sito creato da una start up italiana che si è distinta al TechCrunch Disrupt, popolare evento-concorso di San Francisco dedicato alla stampa web.

Due le finalità principali del sito che è tuttavia ancora alla versione beta: da un lato imparare a coltivare e riuscire a poter seguire il proprio orto e la crescita delle proprie piante sul pc, dall'altra quella di creare un network di utenti identificato su una mappa in modo che chi vuole possa eventualmente effettuare acquisti di prodotti ortofrutticoli a non più di una trentina di km di distanza.

Il meccanismo è semplice, ma al tempo stesso accattivamente: gni utente può riprodurre su Grow the Planet il proprio orto, indicando le varietà che si ha intenzione coltivare. In questo modo, gli altri iscritti possono fornire consigli e informazioni sui tempi di semina e di raccolta, sulle cure richieste da ogni tipo di prodotto, sulla tecniche di irrigazione e potatura, ect. Il sito fornisce anche informazioni in tempo reale sulle condizioni meteo nella zona del proprio orto e sulle misure da prendere in caso di eventi atmosferici estremi. Inoltre, attraverso una funzione di geolocalizzazione è poi possibile cercare amici, clienti, scambiare, vendere e acquistare i prodotti della terra su filiere quasi a km zero, seguendo i criteri dell'economia sostenibile.

Sarà per la voglia di ritrovare un contatto con la terra, sarà per il costo esorbitante che hanno raggiunto i prodotti ortofrutticoli o per la grafica attraente di Grow the Planet, ma il nuovo social network tutto italiano si è già conquistato un discreto seguito, tanto da entrare tra le dieci finaliste del concorso TechCrunch Disrupt.

Non avrà ancora raggiunto la popolarità planetaria di Farmville, ma di certo le premesse sono buone.