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Verso un futuro Rinnovabile

Verso un futuro Rinnovabile

Intervista a Rocco Sorrentino, vicepresidente di Enercooperattiva

15/ott/2011 Energia Giulia Gaio

Le Energie Rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, eolico,..) sono sicuramente un tema molto attuale e discusso e stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale, assumendo un peso sempre maggiore nella produzione energetica.

Queste fonti energetiche, oltre ad essere inesauribili, sono ad impatto ambientale  nullo in quanto non producono né gas serra né scorie inquinanti da smaltire.

La strada verso il loro utilizzo è lunga e in salita, ma il trend sembra essere positivo e in forte crescita e probabilmente anche quanto accaduto a Fukushima, unito agli impegni presi dall'Ue e dalle organizzazioni internazionali nei confronti della lotta ai cambiamenti climatici, aiuterà questo settore a continuare la sua espansione e diffusione nei vari mercati. Le aziende italiane che lavorano nelle Energie Rinnovabili ed Alternative sono in grande espansione, anche avvantaggiate dagli incentivi fiscali ed economici proposti dal governo.

In Italia, infatti, esistono oramai molte realtà che hanno fatto del settore energia rinnovabile il loro core-business, aziende tecnologicamente avanzate che operano sia a livello locale che nazionale.

Nasce così nel 2009 a Ferrara l'idea da parte di un gruppo di professionisti e imprenditori appartenenti a diversi settori commerciali di creare ENERCOOPERATTIVA, cooperativa con lo scopo di promuovere il risparmio energetico attraverso l'impiego di fonti di energia alternativa, unitamente all'obiettivo non secondario di salvaguardare e preservare l'ambiente. L'azienda permette a chi ne diventa socio l'acquisto e la gestione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, contrattando alle migliori condizioni di mercato servizi tecnici, professionali, assicurativi e bancari e garantendo servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria per tutta la durata del Conto Energia.

Entriamo pertanto nel mondo di Enercooperattiva per capire come opera, a chi si rivolge e da quali sentimenti è ispirata e lo facciamo attraverso le parole del vicepresidente Rocco Sorrentino.

Innanzitutto, perchè la scelta di creare una cooperativa?
Ci siamo accorti che realizzare un'impianto fotovoltaico era difficile per un privato cittadino, sia per quanto riguarda la parte burocratica piuttosto complicata, sia per la sfiducia dei cittadini verso lo Stato. Abbiamo quindi pensato a come poter aiutare il cittadino. Abbiamo innanzitutto ricercato denaro, quindi trovato una banca disposta a finanziare l'impianto fotovoltaico per vent'anni e poi abbiamo fatto molta informazione, per spiegare alle persone cos'è il conto energia e come funziona. Considerando che tutta la parte burocratica la segue Enercooperativa, il cittadino non deve pensare a niente. Abbiamo scelto di creare una cooperativa perchè ci sembra il modo migliore di lavorare, in quanto non siamo venditori, ci definiamo un gruppo di acquisti solidali e chi entra come socio si sente parte di un gruppo.
Qual è stato l'impatto sul territorio dal 2009 ad oggi, in termini di visibilità e di risposta da parte della gente?
Molte persone non conoscevano il meccanismo degli incentivi e molta gente era scettica, tra questi anche coloro che sposano una filosofia di vita ambientalista. Per questo abbiamo avviato una campagna di informazione dal maggio 2009 al gennaio 2010 per divulgare conoscenza direttamente alle persone, attraverso incontri, convegni anche al di fuori del territorio ferrarese. 
Chi è il cliente-tipo interessato ad entrare in cooperativa?
La piccola utenza, ovvero le abitazioni private. La clientela è mista, composta sia da chi è maggiormente sensibile al tema delle rinnovabili, sia chi non lo è.
Leggendo il profilo aziendale sul sito internet parlate di uno "stato di etica, consapevole, attiva ed economicamente gratificante autoproduzione". Si percepisce dunque una sensibilità che va oltre al risparmio energetico ed al rispetto ambientale.
Crediamo molto nel settore in cui lavoriamo, tanto che all'interno della cooperativa ci sono persone di diversa natura e che fanno diversi lavori. Noi siamo sottomessi alle grandi lobby, come l'Enel e il nostro credo si basa sulla consapevolezza che se riusciamo a costruire tanti impianti utilizzando energia rinnovabile, ci liberiamo da questa sottomissione. I soldi che versiamo allo Stato bisogna adoperarli, e la Cooperativa dà tutte le possibiltà per mettere in pratica questa cosa e liberarci dal petrolio. Oggi molte persone fanno l'impianto per ricevere l'incentivo, ma nel 2013 se si raggiungerà la grid parity spariranno questi incentivi e rivolgersi alle fonti fossili costerà tantissimo. A quel punto converrà produrre energia con metodi alternativi per il risparmio effettivo che si avrà in bolletta. Ciò che si modificano sono le abitudini, orientate ad abbattere il costo del gas e di conseguenza delle bollette.
Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono Enercooperattiva rispetto ai concorrenti?
Ribadisco il fatto che non ci riteniamo venditori, ma adottiamo la stessa logica di un gruppo di acquisti solidali dove il rapporto tra i soci è alla pari. Punto forte infatti della nostra azienda è la trasparenza del rapporto, ovvero chi decide di fare l'impianto partecipa al consiglio di amministrazione, quindi propone idee che vengono discusse ed esportate in giro per l'Italia. Seguiamo tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria, garantendo l'inverter per vent'anni, considerando che in media ha otto-dieci anni di vita. A fine anno, se rimangono dei soldi, vengono ristornati e utilizzati tutti o in parte per la manutenzione. Siamo presenti anche in Abruzzo e quindi un'altro punto di forza è che diamo occupazione a un gruppo di persone del posto. Inoltre Enercooperattiva fa parte del consorzio Sienergie che, insieme ad altre aziende operanti in diversi settori, si occupa di edilizia ecosostenibile.
Quale pensa sarà il futuro delle rinnovabili?
Dovrebbero essere il futuro. L'orientamento sarà verso le rinnovabili inanzitutto per una credenza e poi perchè saranno economicamente convenienti nel 2013. Anche le grosse aziende, quelle che hanno sempre inquinato, si sposteranno verso produzioni con metodi alternativi. Il rinnovabile si svilupperà sempre di più e tra qualche anno anche le tecniche saranno sempre più avanzate; la ricerca sta andando avanti, bisogna sostenerla e finanziarla. La gente deve prendere coscienza e agire concretamente per se stessi e per gli altri.
E' possibile, dunque, che la società evolva completamente il proprio modo di vivere e di pensare a favore di uno stato attivo e non di passiva sottomissione energetica?
L'evoluzione totale è difficile, perchè l'uomo spesso e volentieri è sucube della paura, che fa fatica a scrollarsi. Molte persone sono ancora ferme ed il pianeta rischia pian piano di morire. Non bisogna subire collettivamente, ma agire individualmente. Bisogna infatti che ci sia una presa di coscienza individuale, partendo dal singolo si cambierà il mondo. Può darsi che la crisi economica serva a fare il cambiamento. Alcune persone già adottano una filosofia attiva, evoluta, ma bisogna organizzarsi di più e cercare di uscire dall'oppressione.