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Mutui bancari non più vincolati all'apertura di un conto corrente

Mutui bancari non più vincolati all'apertura di un conto corrente

Novità per quanto riguarda l'art.28 del decreto sulle liberalizzazioni

21/feb/2012 Edilizia Giulia Gaio

Il decreto sulle liberalizzazioni (decreto legge 24 gennaio 2012. n.1) recentemente varato dall'esecutivo Monti sta producendo alcune significative variazioni sul comparto creditizio immobiliare.

Le proposte di modifica all'art.28, presentate dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedono l'eliminazione dell'obbligo di aprire un conto corrente presso la banca, l'istituto di credito o l'intermediario in cui si accende il mutuo.

Nello stesso emendamento, che dovrà ora essere approvato dalla commissione, è previsto che i clienti saranno liberi di collegare allo stesso mutuo la polizza di assicurazione sulla vita ritenuta più conveniente. Le banche dal conto loro potranno proporre "almeno due preventivi" ma in ogni caso "non riconducibili alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari". Per entrambi i casi si tratterebbe di pratica commerciale non corretta, ai sensi del codice al consumo.

Un'iniziativa dalla ratio piuttosto condivisibile, legata alla necessità di abbattere le barriere concorrenziali del comparto, e favorire così un più conveniente acquisto dei prodotti di tutela da integrare a quello creditizio.

Come denunciato periodicamente dalle principali associazioni dei consumatori in Italia, infatti, è ben noto che buona parte delle banche inducano (come se, sostanzialmente, si trattasse di una prassi obbligatoria) la propria clientela mutuataria ad acquistare anche delle polizze sulla vita o delle polizze multigaranzia, non necessarie ma facoltativamente rimesse alla libera scelta del cliente stesso.

La pratica di abbinare polizze assicurative (facoltative), come se fossero obbligatorie (poiché sostanzialmente subordinate alla concessione del mutuo) era da tempo terminata sulle scrivanie dell'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che aveva espresso formale impegno di redigere apposito regolamento entro la fine di aprile 2012, al fine di fissare delle regole più precise sulla vendita delle polizze, a maggior tutela dei consumatori.

Anticipando l'Isvap, sull'argomento è finalmente intervenuto il governo, che attraverso l'articolo 28 del proprio decreto sulle Liberalizzazioni, ha imposto agli istituti di credito di mostrare dei termini di paragone formale ai prodotti assicurativi intermediari.

Sebbene a una prima lettura pare essere una concessione a favore dei mutuatari, dato che con effetto immediato si vedranno proporre in banca almeno due contratti assicurativi legati al mutuo, a una seconda, più attenta, lettura emerge - secondo Elio Lannutti di Adusbef - un grave colpo alla trasparenza e all'equità, in quanto viene formalizzato il principio che gli istituti di credito possono "condizionare" l'erogazione del mutuo alla stipula di una polizza assicurativa, ovvero un contratto di cross selling/accessorio e questo si può tradurre in una sorta di ricatto nei confronti di un aspirante mutuatario, non interessato alla sottoscrizione di tali polizze.