Allarme ambiente, l'OCSE mette in guardia

Necessità di cambiamenti significativi per limitare il dominio delle fonti sporche sul mix energetico

05/apr/2012 Ambiente Giulia Gaio

L'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha pubblicato un report per mettere in allerta i suoi 34 paesi membri sul dominio dei carburanti fossili sul mix energetico. Stando a quanto riportato nell’Environmental Outlook to 2050, a meno che non vengano introdotti significativi cambiamenti le fonti “sporche” tra meno di 40 anni copriranno circa l’85% della domanda di energia.

Nonostante la recente recessione, spiega l’OCSE, si prevede che l’economia globale quadruplichi entro il 2050; la crescita degli standard di vita sarà accompagna da richieste sempre maggiori di energia, cibo e risorse naturali, ma soprattutto da livelli di inquinamento ancora più elevati. "

A meno che il mix energetico globale non cambi, gli idrocarburi forniranno circa l'85% della domanda globale di energia nel 2050, implicando un aumento del 50% nelle emissioni di gas serra e un peggioramento dell'inquinamento urbano" scrive l'Ocse nel suo rapporto sulle prospettive ambientale al 2050.

Senza nuove ed ambiziose politiche che guardino sia al medio che al lungo termine l’Ocse prevede che: la domanda globale di energia aumenti del 80% entro il 2050, in gran parte a causa delle economie emergenti e sarà ancora coperta per l’85% mediante l’uso di combustibili fossili, il che implica un aumento del 50 per cento delle emissioni climalteranti e il peggioramento dell’inquinamento urbano; lo smog urbano dovrebbe diventare entro il 2050 la prima causa ambientale di morte al mondo, seguito, in ordine, da “uso di acqua non potabile” e “mancanza di igiene”. Il numero di morti premature dovute a problemi respiratori causati dall’esposizione al particolato atmosferico potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali di 3,6 milioni l’anno a livello globale, con una maggiore incidenza in Cina e India; la domanda globale di acqua aumenterà del 55% a causa della crescente richiesta del settore manifatturiero (più 400%), e delle centrali termoelettriche (+140%) e per il settore domestico (+130%).

Il rapporto dell'OCSE raccomanda ai paesi membri, ancora una volta, di aprire gli occhi sulle problematiche dell'inquinamento industriale e ricorda alcune soluzioni politiche: l’uso di tasse ambientali e l’istituzione di un mercato del carbonio globale entro il 2013, la valutazione e la fissazione di un prezzo sui beni naturali e i servizi ambientali come aria pulita, acqua e biodiversità, la rimozione dei sussidi ai combustibili fossili nocivi per l’ambiente e la decarbonizzazione del settore dell’energia e infine la promozione dell’innovazione verde e low-cost.