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Sindrome dell’edificio malato

Sindrome dell’edificio malato

Riconosciuta dall'Oms, la Sick Building Syndrome è una combinazione di disturbi associati al luogo di lavoro (ufficio) o di residenza, causati per la maggiorparte dalla scarsa qualità dell’aria negli ambienti chiusi

27/ago/2011 Eventi Giulia Gaio

Vivere in ambienti malsani non è certo di giovamento alla nostra salute. Spesso, però, siamo comunque obbligati dalle circostanze ad una convivenza poco salutare; le case in cui viviamo e gli ambienti in cui lavoriamo possono provocarci la cosiddetta "sick building syndrome" - sindrome da edifici malsani.

Il termine descrive una serie di sintomi riportati dagli occupanti di un edificio associati alla permanenza nell’edificio stesso, presentando questo condizioni di cattiva qualità dell’aria indoor tali da poterlo definire "malato". Si manifesta con sintomi aspecifici ma ripetitivi e non correlati ad un determinato agente, quali: irritazione degli occhi, delle vie aeree e della cute, tosse, senso di costrizione toracica, sensazioni olfattive sgradevoli, nausea, torpore, sonnolenza, cefalea, astenia. I malesseri, avvertibili solo ed esclusivamente durante la permanenza all'interno dell’edificio, possono essere associati a determinate stanze o settori, oppure generalizzati all’intera costruzione. I sintomi si manifestano in una elevata percentuale di soggetti che lavorano in ufficio (in genere superiore al 20%), scompaiono o si attenuano dopo l’uscita e non sono accompagnati da reperti obiettivi rilevanti.

Proprio l'assenza di reperti obiettivi focalizza il problema sulla adeguatezza della qualità dell'aria, intesa come soddisfacimento delle proprie aspettative e raggiungimento di uno stato di benessere. Infatti è difficile poter affermare che vi sia una vera e propria "malattia" causata dalla permanenza in edifici malati, mentre è certo che si può avvertire malessere e senso di irritazione. Il giudizio espresso dagli occupanti è quindi l'unico modo per avere informazioni relative al comfort e ai sintomi aspecifici della sick building syndrome.

Tra le possibili cause che provocano la sindrome dell’edificio malato si rilevano: inadeguata ventilazione; presenza di inquinanti chimici provenienti da fonti interne: ad esempio VOC emessi da adesivi, moquette, rivestimenti, mobili, macchine fotocopiatrici, fumo di tabacco, pesticidi, prodotti per la pulizia; monossido di carbonio, ossidi di azoto e particolato aerodisperso prodotti da sistemi di combustione e presenti nel fumo di tabacco; presenza di inquinanti chimici da fonti esterne: gas di scarico delle auto e vari tipi di contaminanti che penetrano all’interno degli edifici tramite finestre e fessure; presenza di contaminanti biologici: batteri, muffe, pollini, virus possono facilmente proliferare nei condotti degli impianti di climatizzazione e ventilazione ed in ambienti con alte percentuali di umidità. Tali fattori possono combinarsi con altri elementi, come condizioni non idonee di temperatura, umidità, illuminazione e rumorosità ambientale e determinare una generale diminuzione del comfort ambientale ed un conseguente rischio per la salute.

Nel 1983 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la SBS come un insieme di disturbi legati a tutti gli aspetti del “microclima” cui i lavoratori sono esposti, che comprendono fra l’altro, proprio le condizioni di illuminazione, l’umidità dell’aria, il ricambio della ventilazione, la possibile emissione di sostanze nocive dai materiali impiegati per la costruzione e il numero di lavoratori per ciascun locale. In generale temperatura e umidità dell’aria influenzano la percezione della qualità dell’aria interna, favorendo l’insorgenza di sintomi genericamente connessi all’edificio (SBS).