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La casa passiva NON ਠun sogno

La casa passiva NON ਠun sogno. Seconda parte

15/feb/2011 Edilizia

 

Nella prima parte della descrizione della nostra visita al decoratore Massimo Berveglieri e alla sua casa con cappotto in canapa, abbiamo visto quali sono stati i problemi iniziali, adesso entriamo nel merito della lavorazione.

Le macchine che producono i pannelli in canapa in fabbrica sono in grado di produrli con dimensioni standard ma grazie all'utensile brevettato da Berveglieri si è potuto lavorarli a cantiere dimensionandoli secondo le esigenze e quindi sono stati posti in doppio strato: il primo strato-cappotto con tutti i pannelli in senso verticale ed il secondo con i pannelli in senso orizzontale eliminando totalmente di fatto, tutti gli eventuali ponti termici causati dalle giunte dei pannelli stessi.

E' stata usata la calce naturale sia come collante che come finitura: calce come collante tra muratura esistente e pannelli; calce come intonaco di finitura; tinteggiatura con pittura di calce ed infine un protettivo ceroso, a basa di vera cera d’api sciolta con solvente estratto dalla buccia degli agrumi (per rimanere in ambito bio) contro pioggia battente e altri agenti atmosferici. Sopra il cappotto a livello del marciapiedi è stato applicato un listello di mattoni in pasta molle (zoccolo), il quale ha la stessa traspirabilità della canapa, per un aspetto decorativo e una notevole resistenza meccanica così da proteggere il cappotto da urti, pioggia battente, ecc (funzione di battiscopa ).

All'esterno e all'interno della casa sono stati eliminati tutti i ponti termici, ovvero i punti da cui è probabile avvenga uno scambio termico con dispersione di energia, quindi sono state isolate le spalle delle finestre (sempre in canapa) e sono stati applicati 6 centimetri di isolante anche all’interno dei cassonetti delle tapparelle, punto troppo spesso sottovalutato per quello che riguarda la dispersione termica.

Immaginando una casa come una grande pentola, è facile intuire come il calore tenda a salire quindi è stato isolato anche il sottotetto dall’interno (soffitta) con doppio strato degli stessi pannelli di canapa. Sono stati tolti anche i ponti termici causati dai fori di ancoraggio delle fascette per le grondaie e per tutti gli accessori che possono essere applicati all’esterno del cappotto: cassetta della posta, ferma-scuri, ecc.

Allo stesso modo, Massimo insieme alla figlia Michela che lo ha sempre accompagnato nella sua avventura eco-compatibile, ha dovuto studiare un modo per cercare di far si che se ci fosse stata necessità di manutenzione, la struttura non sarebbe stata danneggiata, vedendosi quindi costretti ad inventarsi anche un nuovo tipo di ancoraggio per un futuro ponteggio, il quale permetta di non bucare il cappotto in caso di necessità di imbiancatura o restauri. Nella parte più bassa della casa, dove non esiste soffitta nel sottotetto, la coibentazione è stata fatta dall’esterno sotto le tegole, utilizzando sempre un doppio strato di pannelli di canapa con intelaiatura di legno.

Al di sopra sono stati poi posati un pannello di legno OSB più una stoffa micro-forata (barriera vapore) che permette all'umidità di uscire, impedendo però ad eventuali perdite di acqua di entrare, un po’ come lo stesso principio delle scarpe traspiranti.

La struttura così isolata mostra anche una notevole riduzione dei rumori esterni, perché la canapa è un eccezionale isolante acustico naturale. Una casa che è un capolavoro di fai da te, anche se il termine è decisamente banalizzante rispetto al lavoro del quale stiamo parlando: la famiglia Berveglieri si è unita attorno ad una idea “nobile” di risparmio energetico e non è stata obbligata da nessuna normativa a fare quello che ha fatto: hanno lottato contro le istituzioni, contro le grandi lobby dell'energia le quali hanno messo dei paletti per cercare di non fare i lavori che avrebbero dovuto fare ed hanno raggiunto un risultato straordinario con una casa che nel momento della nostra visita era ad una temperatura interna di 21 gradi, con i termosifoni freddi e la temperatura esterna attorno allo 0.

In pratica siamo partiti da una casa con consumi stimati in circa 100 lt di gasolio o m³ di gas metano per mq (CLASSE G molto scarsa come gran parte delle abitazioni esistenti) e siamo arrivati a una casa con consumi di circa 7 lt di gasolio o m³ di gas metano per mq (CLASSE C).

Quello che è importante imparare da questa storia è che esistono i materiali, i mezzi, le tecnologie e soprattutto le persone, che sono in grado di migliorare questo mondo e che lo fanno senza rumore e senza riflettori.