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Problema digitale terrestre Ferrara

Problema digitale terrestre Ferrara: incontro al CNA

08/feb/2011 Eventi

Parole: un fiume; soluzioni: nessuna.

La tavola rotonda “Digitale terrestre, a che punto siamo” febbraio, organizzata da Cna Installazione e Impianti, un effetto l’ha comunque sortito: ha messo i puntini sugli “i” di questa situazione di caos, decretando che si brancola decisamente nel buio. Così i non meno di 150 antennisti che da tutto il territorio ferrarese si sono riuniti nella sede Cna di via Caldirolo hanno sentito confermare dagli interlocutori più autorevoli che la loro situazione non cambierà, almeno nel breve-medio termine.

Dopo un inverno - festività comprese - trascorso sui tetti a lottare contemporaneamente contro le insidie della meteorologia e i capricci del digitale terrestre, si prospetta una primavera non dissimile. Continueranno a effettuare e ri-effettuare interventi per lo più senza successo e a dover subire la rabbia di clienti insoddisfatti, con tutte le conseguenze del caso. Sì, perché gli esperti presenti ai lavori di lunedì 7 febbraio hanno concordato sul fatto che si stanno presentando e ancora si presenteranno tutti i problemi di una nuova tecnologia, non retro compatibile, non perfettamente conosciuta e a tratti imprevedibile, per le complicazioni che si vanno letteralmente scoprendo.

Una tecnologia applicata per la prima volta in un’area tanto estesa e caratterizzata, come lo è la pianura padana, da condizioni particolari, in cui si faticano a gestire anche i rapporti di intensità dei segnali. Il tutto in mancanza di un’adeguata pianificazione di ordine tecnico: le frequenze sono state addirittura rese note 24-48 ore prima dello switch off, mentre la regolamentazione delle frequenze risulta nebulosa e la pianificazione dei siti scarsa. Gianluca Mazzini, direttore generale di Lepida Emilia Romagna, a capo della task force regionale che ha seguito lo switch off; Leopoldo Bottero, direttore Mediaset per l’area Nordest; Eduardo Russo, referente Rai Way Emilia Romagna; Massimo Neri, referente del Canale La7; Flavio Bighinati, editore di Telestense; Carlotta Gaiani, assessore provinciale alle Attività produttive; Deanna Marescotti, assessore alle Attività produttive e commercio del Comune di Ferrara.

C’erano tutti, invitati da Alessandro Fortini, responsabile provinciale dell’Unione Cna Installazione e Impianti, che, a 60 giorni dallo swicth off ha inteso fare il punto della situazione. «Questo incontro – ha spiegato – è utile a uno scambio di informazioni, per diradare un po’ la nebbia in cui brancoliamo. L’obiettivo non è ricercare colpe, ma fare chiarezza, senza demagogia, ma con concretezza. D’altra parte gli antennisti e gli addetti ai lavori hanno tutti i giorni a che fare con l’utenza e devono spiegare che le cose non sono esattamente come sono state loro esposte e prospettate».

I cittadini infatti, a fronte a un segnale che va e viene o che neppure viene o che scompare improvvisamente, di continui interventi e continue spese, non hanno idea di cosa stia a monte e della complessità del contesto. E, nella ‘piatta’ Ferrara, il contesto è particolarmente complicato, a partire dal presupposto che è in atto un progetto irreversibile di delocalizzazione delle antenne dal grattacielo: «sul grattacielo si smette» ha avuto occasione di ribadire l’assessore Marescotti.

Mediaset trasmette da Velo Veronese: secondo le misurazioni – contestae dai presenti - il servizio c’è, anche se secondo molti telespettatori no. E’ già iniziata la fase di assestamento delle antenne, che dovrà fare i conti con l’inversione termica estiva, la quale promette, con l’aumento della propagazione, maggiori variazioni dei segnali lontani. La Rai dal ripetitore bolognese Colle Barbiano, che non arriva all’interno della città, ma solo nella sua parte sud, sta combattendo con i problemi di software dei decoder e con la pianura per far fronte alle esigenze di regionalizzazione e vedere il TG Regionale, possibilmente non del Veneto.

La7, dopo l’iniziale decisione di puntare su Velo Veronese, che sulla carta sembrava funzionare, ha poi dovuto riattivare provvisoriamente il grattacielo. La domanda è: andare o no ad Aranova? E’ un coro di voci quello che si allinea sull’inadeguatezza del sito di Aranova: da lì un grande anello rimane scoperto e il segnale non potrebbe raggiungere tutti i tetti, neppure alzando un traliccio.

Da Telestense la preoccupazione proprio legata all’insufficienza di Aranova, ma anche l’esortazione a trovare finalmente una soluzione: una situazione equivalente al grattacielo che, si sapeva da tempo, sarebbe stato spento. «Anche da questa serata mi aspettavo qualche soluzione - ha sferzato Bighinati -. Questo stato di cose rappresenta un grave disagio per famiglie e operatori: apriamo un tavolo di confronto concreto». Resta la disponibilità di Cna a farsi portavoce di istanze e dei responsabili dei gruppi televisivi ad ascoltare i problemi e a tentare di darvi risposta. Ma, quando e per quanto?

 

Cristina Romagnoli