Dobbiamo essere noi gli artefici del cambiamento

Partiamo dal basso

01/giu/2011 Energia Dott. Ing. Fabrizio Chiogna

Ritrovo nella mia biblioteca un vecchio testo, pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento, dal titolo “Guida alla progettazione di una stalla secondo criteri energetici”. Un occhio alla data di pubblicazione: febbraio 1983!

E’ uno studio, pensato dall’ufficio Fonti Energetiche, messo a disposizione dei progettisti e degli allevatori trentini. Il testo fornisce i criteri di calcolo dell’isolamento termico dell’edificio dimensionato per mantenere la temperatura interna senza apporti energetici diversi dalla fonte di calore animale. Ma descrive anche ulteriori accorgimenti, come l’uso di pannelli solari e una sorta di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. E’ un testo sorprendente.

E’ immediato il confronto con le diffidenze che ancora oggi si incontrano quando si propongono impianti con fonti energetiche rinnovabili.

Queste diffidenze derivano da una carenza di normativa?

Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica.”

Correva l’anno 1991 e quello riportato è l’art. 26. Quanti edifici pubblici abbiamo visto utilizzare fonti rinnovabili in questi ultimi vent’anni? Dove saremmo potuti arrivare se si fosse rispettata la norma, e l’intervento pubblico avesse fatto da traino anche al settore privato? Forse oggi non perderemmo tempo a discutere sul nucleare se avessimo cambiato non solo le leggi ma anche le mentalità della gente e dei tecnici. I tedeschi si possono permettere l’abbandono del nucleare proprio perché in questi ultimi vent’anni hanno creduto e investito nelle rinnovabili, con una politica saggia di produzione diffusa, quella che è richiesta dal piccolo consumatore. Il rinnovabile è stato vissuto come un’esigenza e una necessità non come occasione di speculazione (vedi il nostro eolico e fotovoltaico).

La verità è che non bastano buone norme, ottimi studi o ricerche.

La verità è che innanzitutto dobbiamo noi stessi pensare a come vogliamo vivere il nostro presente e costruire il nostro futuro. Iniziare dal nostro piccolo, che sia la casa o la stalla.

Sapere che è possibile e crederci.