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Usare con intelligenza l'energia elettrica in casa fa bene all'ambiente e al portafogli

Usare con intelligenza l'energia elettrica in casa fa bene all'ambiente e al portafogli

Alcuni consigli pratici per ridurre i consumi degli elettrodomestici, primo fra tutti lo scaldabagno

11/ago/2011 Ambiente Giulia Gaio

L'energia elettrica è un'energia pregiata che si ricava convertendo altre fonti di energia (idroelettrica, termoelettrica, eolica, nucleare, eccetera) e, giungendo nelle nostre case, ci permette di far funzionare una miriade di cose, dall'illuminazione agli elettrodomestici al televisore al computer.

Ridurre il consumo di energia elettrica è molto importante, sia per la natura sia per nostro portafogli, ed è un risultato che possiamo ottenere facilmente, se facciamo un po' di attenzione. Il primo e più semplice consiglio, ovviamente, è non lasciare in funzione dispositivi che non servono: spegnere la luce nella camera quando non c'è nessuno, spegnere il televisore se nessuno lo guarda, spegnere il computer se non lo si sta usando. Fra gli elettrodomestici, quello che consuma di più in assoluto è lo scaldabagno, ossia il dispositivo che ci fornisce acqua calda in bagno e in cucina. Se è possibile, conviene sostituire lo scaldabagno elettrico con uno a gas (o collegare  direttamente il riscaldamento dell'acqua con la caldaia che fornisce calore ambientale all'appartamento). In questo modo c'è una drastica riduzione di consumo e di spesa.

Ma purtroppo in molti alloggi, soprattutto nelle case d'epoca, questo non è possibile, perchè non si possono realizzare impianti di scarico dei fumi che siano a norma. In questi casi dobbiamo rassegnarci ad usare lo scaldabagno elettrico, ma possiamo almeno ridurre il consumo con alcuni accorgimenti. Il primo è regolare non troppo alta la temperatura  dell'acqua: di sicuro non ci serve acqua bollente con cui rischieremo soltanto di ustionarci. Più l'acqua è calda, più c'è dispersione di energia nello scaldabagno. Conviene quindi tenere il termostato su temperature più basse, non superiori ai 40-50 gradi centigradi: avremo comunque acqua calda a sufficienza per tutti i normali usi.

Un secondo accorgimento utile è di spegnere lo scaldabagno se non lo si utilizza per un certo tempo: infatti, data l'inevitabile dispersione attraverso le pareti del contenitore, è presente un consumo di energia per mantenere la temperatura dell'acqua, anche mentre tutti i rubinetti sono chiusi.. L'ideale sarebbe spegnere lo scaldabagno subito dopo avere usato tutta l'acqua calda: è in quel momento che la resistenza elettrica rimane accesa più a lungo per riportare l'acqua alla temperatura massima. Spegnendolo, si puù rimandare il riscaldamento dell'acqua a quando se ne avrà bisogno. Sarà sufficiente ricordarsi di riaccenderlo due o tre ore (dipende dai modelli e dalla capienza) prima del successivo utilizzo di acqua calda.