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Fotovoltaico: alcuni comuni quesiti

Fotovoltaico: alcuni comuni quesiti

Leviamoci qualche dubbio sul fotovoltaico

24/mar/2011 Energia

In attesa che si decida al sorte del Conto Energia e dei nuovi incentivi, desidero togliere alcuni dubbi, in base a quesiti che mi pongono i clienti che intendono installare impianti fotovoltaici. 

I pannelli fotovoltaici

Spiegato che il Conto energia è un incentivo calcolato su base di 20 anni, ma già nel giro di 5 o 8 anni riesce a recuperare la spesa sostenuta o che si sostiene se si è usufruito di un di finanziamento, molte perplessità sono legate a questo pannello "misterioso" che a volte è blu scuro ed altre è blu chiaro brillante (già questo è fonte di domanda).

I pannelli usati normalmente negli impianti fotovoltaici sono di tre tipi: monocristallino, policristallino ed amorfo. Ora, l'ultimo può lasciar perplessi dal nome ed ha altri discendenti a se, ma mi limiterò a darvi una piccola spiegazione in maniera semplice e chiara solo su questi tre.

 

Monocristallino:

di colore blu scuro, è più sensibile alla luce diffusa e non ha bisogno di un inseguitore, cioè una struttura che segua il sole dalla mattina alla sera. la sua resa è alta, ed è realizzato con i tagli del lingotto di silicio.

 

Policristallino:

reagisce di più alla luce diretta, ha una resa del 2% in meno rispetto al mono ed è realizzato riciclando componenti elettronici scartati. Questo non è sintomo di prodotto scadente, anzi, è da considerare un ottimo prodotto proprio per la sua nobile opera di riciclo, e ripeto che la sua resa è sempre molto alta anche nel tempo.

 

Amorfo:

Ha una resa alquanto bassa (circa un 6%), anche se molto sensibile con scarsa luminosità, necessita di grandi superfici per ottenere la stessa resa dei precedenti citati. Usato soprattutto nel nord Europa.

 

I pannelli inquinano?

Un impianto fotovoltaico non produce scorie, fumi, rifiuti, e la credenza che i pannelli inquinino purtroppo è diffusa. Tali elementi sono di silicio puro o di recupero, ed il silicio è una semplice pietra, un minerale, che non contiene additivi chimici per produrre elettricità. La sua durata è lunghissima, tanto che a 30 anni di vita ha una produzione stabile dell'80%. Alla fine del suo percorso (40, 50, 60 anni?) o in sostituzione se difettoso (sono grantiti 25 anni dalle case costruttrici) viene recuperato dagli installatori, distrutto e ricostruito in un nuovo pannello policristallino. Negli ultimi anni anche l'impatto ambientale per produrli si è molto abbassato, tanto che nel giro di 5 anni restituiscono l'energie consumate per costruirli.

 

Gli inverter

Un pannello produce tensione continua (come quella delle batterie) ed è necessario quindi convertire questa tensione nel tipico 230V per l'uso domestico o 380V se nell'industria. A questa funzione ci pensano gli inverter, che gestiscono l'ingresso in tensione continua dei pannelli e la convertono in tensione alternata. E' qui che si gioca tutta al reale funzionalità dell'impianto nel tempo, in pratica se è fatto bene o no. C'è la convinzione che siano soggetti a facilemente a guasti, ma non è vero. Questi apparecchi sono allo stato solido, quindi non ci sono elementi in movimento per controllare e convertire le tensioni, quindi le variabili di guasto sono veramente basse. C'è solo la questione di aver studiato, calcolato e progettato bene la struttura dell'impianto sulla base dell'esigenze di destinazione, in modo da sfruttare a pieno la resa nel tempo per ripagare l'impianto e risparmiare davvero sui costi energetici.

 

Un'altra domanda è la manutenzione che necessita l'impianto fotovoltaico. Il vantaggio del fotovoltaico sta proprio nel fatto che non ci sono parti meccaniche in movimento, non occorre manutenzione (ingrassaggio, registrazione etc..) Negli impianti domestici sono da definirsi facoltative, a discrezione del cliente, che voglia star sicuro nel tempo, calcolare sempre il rendimento dell'impianto, assicurarlo o definire un'assistenza periodica per suo scrupolo.

Negli impianti industriali, un minimo controllo e manutenzione è da definirsi altamente consigliata, soprattutto per eventuali pulizie dei pannelli, controllo dei rendimenti e stabilità dell'intero impianto, proprio per la complessità dell'opera e la potenza che produce.

 

Un ultima domanda che è posta spesso è: "E la grandine?" Posso dire che riceverà più danno l'auto parcheggiata fuori che un pannello dato è studiato e realizzato per resistere a una tempesta con chicchi di 6cm di diametro..

 

Penso a questo punto di aver chiarito alcuni dubbi, ma ad ogni modo per qualsiasi ulteriore consulenza o delucidazione, non esitate a contattarmi: massimo.fiaschi@metalcoenergia.com

 

Dimenticavo: Esiste anche il pannello al Germanio, ma essendomi dilungato abbastanza, lo spiegherò nel prossimo articolo.

 

 

Massimo Fiaschi, Sales Agent Metalco Energia www.metalcoenergia.com