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Tornano dei pallidi incentivi

Tornano dei pallidi incentivi

Tornano gli incentivi ma non convincono

09/mag/2011 Energia Rudy Bandiera

Torniamo parlare di incentivi sulla produzione di energia rinnovabile, che lo ricordiamo non è la stessa cosa che energia alternativa, perché il governo pare essersi accorto che dopo la grande tragedia del Giappone bisogna tornare a fare qualcosa per stimolare un mercato che nel resto del mondo cresce e da noi rischia di rimanere immobile.

Il punto è, molto semplicemente, che non possiamo pensare di crescere economicamente ed industrialmente se continuiamo anche crescere in proporzione da un punto di vista dell'inquinamento ed dell'insostenibilità ambientale che generiamo appunto con l'inquinamento.

Quello che è successo in Giappone si spera sia di monito per tutti e faccia sì che la coscienza ecologica diventi qualcosa che si insegna a scuola, come si insegna l'educazione stradale o la musica.


“Il testo, varato ieri dal Consiglio dei Ministri, toglie ogni limite alla produzione di energia grazie all’attuazione di un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in funzione della potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013.

Fino a quel momento è previsto un decalage progressivo con il quale il governo vorrebbe cercare di allineare il nostro Paese ai livelli dell’Unione Europea.

L’intento, a dir la verità, è anche quello di proteggere gli investimenti in corso limitando i fenomeni speculativi che potrebbero approfittare degli incentivi, visto che a quanto pare fanno gola a molti.

Ma sempre secondo il decreto sono previsti degli ulteriori incentivi nel caso in cui le installazioni di impianti fotovoltaici siano finalizzate alla sostituzione di amianto in aree soggette a bonifica.

Inoltre, è previsto un tetto di spesa massima ed un registro tenuto dal Gse per quanto riguarda tutti i cosidetti grandi impianti ossia quelli superiori a 1 mw su tetto oppure 200kw a terra.

La tariffa che si andrà a percepire per l’energia da fonti rinnovabili immessa in rete verrà determinata dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto solare, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete.” (fonte)


Il testo non sembra accontentare tutti per un motivo molto semplice: in Italia si incentivano attività che sono del tutto scollegate rispetto a quello che è il bene comune o il bene collettivo, quindi si tende a sostenere che anche se oggettivamente sono stati fatti passi avanti, allo stesso modo non sono appassionanti sufficienti.

Ecco il testo integrale.