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Gli italiani e il nucleare

Gli italiani e il nucleare

09/nov/2010 Energia


Sono passati 23 anni da quando gli italiani, forse in modo azzardato e politicizzato, hanno detto di no all'energia nucleare, energia che se utilizzata fin da allora forse ci avrebbe potuto traghettare in un presente meno affamato di idrocarburi.

A prescindere dalle ideologie e dall'analisi storica gli italiano hanno votato ed hanno votato no.

Oggi, con il nuovo arrembaggio da parte della politica all'uso dell'atomo, gli italiani continuano ad essere divisi ma non quanto si crede rispetto alla fissione: continua ad essere inferiore a 1/5 (ora è al 18%) la percentuale degli italiani che non considera il nucleare come opportunità energetica per il futuro.

Infatti, due italiani su tre sono per il solare (66%) mentre praticamente l’80% considera quella del sole l’energia del futuro, seguita da quella eolica (28%).

Questi alcuni dei dati contenuti nel terzo “Rapporto sul solare” fatto da Ipr per conto della Fondazione Univerde e presentato al convegno ‘Green economy-New society’, ecologia è economia, organizzato nell’ambito della rassegna Ecomondo, a Rimini, dalla Fondazione presieduta dall’ex ministro dell’ Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Il rapporto fotografa un Paese sempre più convinto della necessità delle energie ambientali.

In particolare, sul favore riscosso dal solare per il proprio fabbisogno energetico -rispetto al primo rapporto del 2009, quando gli italiani favorevoli erano il 54% - si registra un aumento del 12%, che porta al 66% la percentuale di chi prende in considerazione il ricorso ai pannelli fotovoltaici. (Fonte)

 

Insomma, appare evidente che alberga nell'italiano la voglia di cambiare, ma non di cambiare verso il nucleare: gli italiani hanno paura di una gestione imbarazzante e dozzinale delle centrali e vogliono andare verso un futuro in cui non siano le energie a dettare le leggi agli uomini ma gli uomini a dettarle alle energie.