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Videogame, esplosioni e mostri

Guardiamo il nucleare in faccia

Videogame, esplosioni e mostri

14/mar/2011 Energia
Qualche mese fa, il Ministro dell'economia, usava una bellissima metafora per definire la crisi del nostro sistema finanziario, parlava di videogame e mostri, ci ricordava che per quanto un mostro sembri grande, dietro di lui, c'è sempre un mostro più grande.
I mostri economici citati da Tremonti, sono mostri semivirtuali, apparentemente non fanno grandi danni, ci succhiano lentamente, sono più che altro parassiti, piano piano ci portano via tutto, riempiendoci la testa di numeri, ci attirano con un +0,6 e poi ci colpiscono con un -6.
E la qualità materiale della nostra vita crolla.
Venerdì, il mostro è uscito dal videogame, una scossa e un onda lo hanno spinto fuori e ha mostrato il suo volto. Nella centrale nucleare di Fukushima, dopo la scossa il sistema di raffreddamento non ha funzionato e i vapori rilasciati per allentare la pressione interna hanno provocato un esplosione. A causa dell'alto livello di radiazioni sono state evacuate 140.000 persone.
Già questo è sufficiente, nei prossimi giorni vedremo le evoluzioni di un mostro vero che improvvisamente ci aggredisce in tutta la sua pericolosità, immediata, diretta, qui si tratta di vivere o morire, fisicamente, concretamente. Un paese, una città, una nazione. La Terra.
Ultimamente il dibattito nucleare si o no stava lentamente entrando nei media, con pubblicità ingannevoli, finti dibattiti aperti, strani forum guidati, stavano lentamente modificando la nostra percezione, ci stavano facendo valutare la possibilità, i pro e i contro per poi lentamente convincerci a dire si.
Esperti, Direttori e Presidenti ci rassicuravano sulla sicurezza della tecnologia e l'inevitabilità della scelta, sulla mancanza di pericoli. E contemporaneamente si complicava il percorso delle energie rinnovabili.
Oggi, con violenza, torniamo alla realtà. In tutta la sua evidenza, ci si accorge che con il nucleare è possibile morire. Ciononostante, abbiamo continuato a vedere in televisione e a leggere sui giornali le affermazioni di tanti piccoli mostri che cercano ancora di confondere, di minimizzare e addirittura strumentalizzare, usando l'emergenza delle centrali Giapponesi come prova della sicurezza del nucleare. Siamo al nonsense.
Nel mondo sono in funzione 455 reattori nucleari, di cui 59 in Francia e 17 in Germania. Qui non si tratta di introdurre noi il nucleare, ma di indurre e sperare in un cambio di rotta generale, se il mio amico si butta nel pozzo io cerco di salvarlo, di certo non lo seguo.
L'addio al nucleare è un dovere civile, la possibilità di perdita di controllo e pericolosità è evidente e noi tutti abbiamo un dovere morale nei confronti del nostro spazio vitale oggi e dei nostri figli domani. Occorre un ripensamento del nostro modo di vivere, non serve produrre più energia a costi devastanti per la sostenibilità, ma consumare meno, usare energie rinnovabili in modo più efficiente, per fare questo ogni singolo individuo deve iniziare ad avere una visione d'insieme, e lungimirante, quello che faccio oggi si ripercuote sul domani, e quello che accade dall'altra parte del mondo riguarda anche me.
Maurizio Benini