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14mila ''lettere'' al ministro romani

14mila ''lettere'' al ministro romani

03/mar/2011 Energia

 

Il mantenimento di una politica economica basata sul consumo e sullo spreco non fa il gioco di nessuno e anche se le lobby, e quindi anche la politica, si spingono verso il confine di quello che non si dovrebbe fare, grazie ad Internet e alla mobilitazione popolare, se riesce ancora a tenere sotto controllo la situazione.

Ma che cosa è successo?

Il governo ha fatto un mezzo passo indietro e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha assicurato 1 che domani il Consiglio dei ministri non varerà alcun provvedimento in grado di mettere a repentaglio lo sviluppo delle rinnovabili. Le brutte sorprese sono però sempre dietro l'angolo e il vasto movimento di sostegno alle energie verdi consolidatosi nelle ultime ore continua a far sentire la sua voce per impedire il varo del decreto ipotizzato dal ministro dello

Sviluppo economico Paolo Romani.

"Sono state fino a questo momento oltre 14 mila le persone che a partire da domenica sera si sono attivate rispondendo all'appello 'SOS Rinnovabili', promosso dal tam tam della rete e dei social network e che hanno materialmente inviato una email agli indirizzi dei ministri", spiega uno dei promotori della campagna, il segretario di Asso Energie Future Gaetano Buglisi. "È un numero enorme di persone che si sono attivate per chiedere al governo di ripensare alla posizione di chiusura assunta, una posizione - continua Buglisi - che non è in linea con i pareri espressi dalle Commissioni competenti di Camera e Senato, che avevano indicato molte prescrizioni e parecchie correzioni al testo del decreto legislativo, contributi migliorativi assolutamente ignorati dalla bozza presentata al governo in Consiglio dei ministri". (fonte)

 

 

 

I nuovi media come Facebook sono più che mai sotto i riflettori in quanto rappresentano il “grimaldello” con il quale le persone si possono liberare dal giogo della politica (vedi nord Africa) o possono organizzarsi per comprimere norme e decreti che sono del tutto contro l'interesse collettivo.

In ambito ecologico la gente comune sembra molto più presente di quanto non credano i governi, e sembra anche che le persone abbiano trovato la voglia ed il mezzo per dimostrarlo.